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Forma di governo: dal 1976, il Portogallo, è una Repubblica di tipo parlamentare. Il presidente (direttamente eletto dal popolo ogni 5 anni), riconfermato nelle ultime elezioni, è il socialdemocratico Aníbal António Cavaco Silva. Il primo ministro (nominato dal Presidente), da giugno 2011, è il leader del PSD Pedro Manuel Mamede Passos Coelho.


Codice della strada: In Portogallo la guida è a destra ed il codice in vigore si rifà alla normativa internazionale. Valgono sia la patente che l'assicurazione italiana.
Per quanto riguarda il tasso alcolemico, il limite consentito è pari a 0,05%. Le autostrade sono a pagamento.
Di seguito, i limiti massimi di velocità per veicoli leggeri senza rimorchio e motocicli:

  • 50 km/h – nei centri abitati
  • 90 km/h – sulle strade statali
  • 100 km/h – sulle carreggiate riservate alle automobili
  • 120 km/h – in autostrada


A Portuguesa: è l'inno nazionale del Portogallo. Le parole sono di Henrique Lopes de Mendonça, mentre la musica è del compositore Alfredo Keil, fondatore della scuola musicale nazionale portoghese, e risale al 1895; l'inno fu però utilizzato solo dopo il 1910, quando dei tumulti nazionali rovesciarono la monarchia e portarono alla costituzione di una repubblica. Fino al 1910 si era utilizzato l'inno reale portoghese, una marcia composta nel 1869 dal re Don Luis I.


Bandiera: La bandiera del Portogallo è, come la gran parte dei vessilli nazionali, di forma rettangolare. I suoi colori sono il verde (forse simbolo delle foreste portoghesi o del profondo mare che i portoghesi naviagarono con tanto successo) ed il rosso (che richiama i caduti per servire la nazione e liimpero coloniale), mentre in posizione centrale, sulla partizione, si trova uno stemma costituito da una sfera armillare (che sostituì la corona e vuol rappresentare l'impero coloniale portoghese) con sovrapposto il tradizionale scudo portoghese (completato da cinque scudi rappresentati i cinque re moreschi che vennero sconfitti nella battaglia di Ourique: fa dunque riferimento ad una leggenda riguardante il primo Re del Portogallo, Alfonso Henriques). Utilizzata sin dalla rivoluzione repubblicana (ottobre 1910), l’attuale bandiera, è stata adottata ufficialmente il 30 giugno 1911.




Premi Nobel ed artisti: il Portogallo conta, ad oggi, solo due premi nobel:
Antonio Egas Moniz, Medicina, 1949, fu l'ideatore della leucotomia prefrontale (il primo esempio di lobotomia);
José Saramago, Letteratura, 1998, con la seguente motivazione: "che con parabole sostenute da immaginazione, compassione e ironia ci permette ancora una volta di afferrare una realtà illusoria".
A prescindere dall'assegnazione dei premi nobel, in ambito letterario, spiccano due nomi illustri:
Lués de Camões (Lisbona, ca. 1524 – 10 giugno 1580) è considerato il principale poeta portoghese ed è stato paragonato ad Omero, Virgilio, Dante e Shakespeare. È passato alla storia per il racconto epico Os Lusíadas.
Fernando Pessoa (Lisbona, 13 giugno 1888 – Lisbona, 30 novembre 1935) considerato uno dei poeti più rappresentativi del XX secolo.


Fado: è la musica dell'anima portoghese. Impossibile spiegarla con le parole…è un modo di vivere e sentire la vita, basti pensare che il suo nome deriva dal latino fatum (destino) in quanto essa si ispira al tipico sentimento portoghese della saudade e racconta in modo unico storie sofferte e speranzose di lontananza e di separazione.
Tecnicamente possiamo dire che si tratta di una musica tonale, suonata battendo un tempo pari (2/4 o 4/8) generalmente armonizzata. Vi è una voce che dialoga con la classica guitarra portuguésa.
La storia del fado è incerta; c'è chi dice che sia legata agli antichi canti marinai e chi sostiene che sia nato nei poveri sobborghi portoghesi e le sue origini, almeno secondo la leggenda, possono essere ricondotte alla vita di Maria Onofriana da Severa, “donna di mondo” e cantante che esercitava nel bordello a Rua do Capelao, quartiere della Moraria, Lisbona, intorno al 1826. Una cosa è certa: il fado, è il canto del popolo portoghese.




Saudade: lo scrittore e sceneggiatore Pino Cacucci, famoso per le sue collaborazioni con Gabriele Salvatores, parlando di Saudade ha affermato: «Tutto a Lisbona trasmette saudade, e ancor di più questa spianata di fronte al vuoto, e stando qui, aspirando la brezza che increspa il Tago, cio&egarve; il Tejo, si intuisce vagamente cosa sia questa inesplicabile sensazione di rimpianto, di mancanza, e al tempo stesso desiderio di raggiungere l'inaccessibile, malinconico bisogno di utopia che è poi l'orizzonte stesso, un sentimento che i trovatori medievali chiamarono saudade e da allora in nessuna lingua si è trovato un termine appropriato per tradurlo.»
E forse un modo migliore per parlare di questo sentimento, tipico di cultura lusitana, è impossibile. La Saudade indica una particolare forma di malinconia, un sentimento affine alla nostalgia ed dal punto di vista etimologico deriva dal latino solitùdo, solitudinis. Con ogni probabilità si è iniziato a parlare di saudade in epoca coloniale, per cercare di definire la solitudine dei portoghesi in una terra estranea, lontani dai loro cari.


Corrida portoghese: in Portogallo si può assistere ad un particolare tipo di corrida che si differenzia da quella spagnola in quanto è meno cruenta.
La "tourada” è uno spettacolo tradizionale che ha il suo momento clou nella lotta e nel placcaggio dell'animale (ha corna spuntate e protette): non culmina, infatti, con la morte del toro. Nonostante il toro sia “graziato”, la corrida riceve moltissime critiche, anche se molti la difendono in quanto elemento importantissimo del panorama culturale lusitano.


Galo di Barcelos: ossia un galletto nero col corpo variopinto ed una cresta rossa, è uno dei simboli, non ufficiali, del Portogallo ed ` emblema di fede, giustizia e fortuna. La sua storia si confonde con il mito e la leggenda. Si narra infatti che un mercante pellegrino galiziano, diretto con ogni probabilità a Santiago de Compostela, giunto a Barcelos, fu ingiustamente accusato di un grave reato e condannato alla pena capitale. L'uomo, innocente, ma senza alibi, non poté dimostrare la sua non colpevolezza e non gli resto altro da fare se non affidarsi alla preghiera e alla Divina Provvidenza.
Dopo di che, chiese di essere portato a casa del giudice per chiedere clemenza. In quel momento il giudice si accingeva a pranzare con un pollo arrosto. Il pellegrino, allora, affermò che se il gallo si fosse alzato ed avesse iniziato a cantare, questo evento miracoloso avrebbe provato la sua assoluta innocenza. Tra l'incredulità generale, il galletto balzò in piedi e con un sonoro chicchirichì sancì la sua liberazione.

 

 

 

 

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